English versionSeahorses
Version françaiseHippocampes
Versión EspagñolaCaballitos de mar
Deutsche versionSeepferdchen
Verzione ItalianoCavallucci Marini
Nederlandse verzieZeepaardjes
Versão portuguesaCavalos marinhos

Cavallucci Marini

Troverete in questo sito quasi ciò che si deve sapere per un mantenimento corretto di ippocampi in acquario e per gli esperti, sull'allevamento degli ippocampi neonati.

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La malattia

© immagine 24 Cavallucci marini in convalescence

I sintomi

Gli ippocampi non sono esenti dalla malattia, in caso di negligenza, sforzo o aggressioni. Al contrario, lo sono ancora meno di alcuni pesci ed è ancora più difficile occuparsene. Vi occorre dunque intervenire immediatamente, e soprattutto eliminare la causa.

I danni seguenti, per ordine di gravità crescente, dimostrano uno squilibrio certo del sistema immunitario e/o della abitazione:

  • cambiamento di comportamento;
  • attrito contro gli oggetti e/o tentativo di eliminare i parassiti tramite la coda;
  • insistenza a tenersi sotto i diffusori d'aria o nel corso delle pompe, filtri;
  • colore smussato o scuro rispetto al normale;
  • sovrapproduzione di muco;
  • macchie chiare superficiali (soprattutto sulla regione dei piccoli corni), perdita di pelle;
  • vela cutanea sugli occhi e/o il corpo;
  • pinne strappate, o putrefazione;
  • macchie chiare, perdita di pelle sulla tasca del maschio;
  • perdita di pelle sulla coda (più o meno ampia, o di svuotamento completo);
  • macchie emorragiche con/senza perdita di pelle;
  • assottigliamento (parassiti interni);
  • noduli (con perdita di pelle);
  • grande pancia, bolle sulla coda o sottocutanee = embolie gassoso;
  • colpo anormale, nervosità acuta, persistenza a nuotare alla rovescia;
  • putrefazione delle uova (liquido brunastro/grande ventre);
  • infezione fungina sul corpo;
  • rifiuto, difficoltà di nutrirsi;
  • respirazione anormale (ventilazione);
  • immobilità sui lati sul fondo, sguardo fisso;
  • ondulazione alla superficie = embolie gassoso;
  • gonfiore completo della testa, degli occhi, del corpo con opacità degli occhi.
Piccola astuzia...Avete il braccio che prude dopo lavori effettuati nell'acquario ? C’è la forte possibilità che la vasca sia infettata da un agente patogeno. Osservate bene i vostri animali.

Diagnosi e trattamento

Per il dilettante, la più grande difficoltà è di sapere a quale agente è confrontato e dunque di potere porre una diagnosi precisa. Occorre dunque spesso tentare di occuparsi alla cieca. Nonostante i lavori esistenti, che danno un buono approccio dei vari danni che possono verificarsi in acqua di mare, ed anche se arrivate a catturare il nemico n.1 con metodi empirici e metterlo sotto un microscopio (ben lontano da quello a disposizione dei professionisti), non è raro che quest'ultimo somiglia a tutto ed a nulla. Inoltre, alcuni sintomi identici possono essere causati da microrganismi completamente diversi. Nella maggior parte dei casi, i parassiti (organismi unicellulari battuti ciglio o montati) sono responsabili, i batteri agendo spesso come agenti di superinfezioni. Ma succede anche che solo un batterio sia l'aggressore. Per quanto riguarda i virus e vermi, sono meno frequenti e possono causare malattie che risultano incurabili secondo le conoscenze attuali (gli ippocampi vecchi muoiono spesso di virosi).

Quando una vasca di cavallucci marini è interessata, occorre essere molto prudenti quanto ai tipi ed alle quantità di medicine che provengono dalla medicina umana raccomandate nei lavori. Ciò che è sopportato ad un certo grado dai pesci, non lo è sempre da parte di quest'ospiti. Se la medicina ed il dosaggio sono suggeriti come inoffensivi sugli invertebrati o i pesci più fragili, normalmente sarà anche bene tollerato dagli ippocampi. è meglio rinnovare i trattamenti più volte, che di dovere fare fronte in più ad un'intossicazione. Contrariamente a questa norma, le soluzioni a base di rame sono bene tollerate se il paziente (i) (non sono) non ancora troppo indebolito (i). La stessa sfiducia è da avere di fronte alle diverse soluzioni medicali disponibili nel commercio acquariofilo. Sempre utilizzare in primo luogo la posologia più debole indicata (così esistente), o eventualmente ridurre di propria iniziativa. L'utilizzo congiunto di rimedi diversi è da escludere, le interazioni ed essendo reazioni imprevedibili, i fabbricanti non indicano spesso la composizione dei prodotti. Il più sicuro è certamente di provare medicine ad ampio spettro (batteri/parassiti) e fare una buona pulizia della vasca.

In occasione di un'infezione parassitaria, i cavalli di mare tollerano bagni d'acqua dolce da 2 a 10 minuti/giorno secondo il loro stato, a titolo di diparasitaggio locale muscolare. Un animale in una fase troppo avanzata non lo sopporterà più e sarà letargico fin dalla sua introduzione o alcuni secondi dopo. é meglio astenersi in questo caso e tentare di trattare soltanto tutto l'acquario. Il metodo di bagni da solo non porta normalmente ad una cura, ma può contribuirvi, soprattutto quando la causa della malattia è stata individuata ed eliminata dall’abitazione e/o che il trattamento eventualmente diretto in parallelo è stato così efficace. Rinnovare un bagno d'acqua dolce il giorno dopo soltanto se si constata che il soggetto interessato non si è mostrato completamente traumatizzato dopo la prima prova, ne risulterebbe un effetto inverso a quello ambito e potrebbe contribuire a peggiorare la malattia. Indipendentemente dal tempo diretto nella fascia indicata, appena segni di nervosità o ogni comportamento anormale si verificano, fermare il bagno. Per un ippocampo, un'immobilizzazione verticale sul fondo non è affatto un segno d'intolleranza, se i suoi occhi seguono i vostri movimenti e che respira normalmente. In tale caso, per garantirsene, sfiorarlo con la mano, dovrebbe rimettersi a nuotare. PERSONALMENTE, EVITO QUESTO TIPO DI MISURE, GLI ANIMALI SUBENDO DUE GRANDI SCOSSE, NON SOLTANTO IN OCCASIONE DELL'INTRODUZIONE NEL BAGNO, MA ANCHE IN OCCASIONE DEL RITORNO NELLA MATURITÀ.

In caso di un embolia gassosa (bolle sul corpo, la coda o tasca gonfiata del maschio) questo puo' dipendere da diversi fattori. Disequilibrio gassoso o altro parametro nell'acquario, infezione parassitaria o batterica. In primo luogo bisogna eliminare la causa (testate il vostro acquario) e trattate con un prodotto batterio/parassita come citato qui di seguito. Se un cavalluccio marino maschio ha una grande tasca e che galleggia sulla superficie (o nuotando alla rovescia), ha aria. Massaggiate per 2 a 3 giorni delicatamente la tasca verso l'alto per obbligarlo ad aprire la sua tasca ed evacuare l'aria, in caso contrario non si nutrirà più e morirà.

Il migliore metodo e certamente più efficace consiste nel prevenire e non curare! Giocare all'apprendista stregone non è sempre appagante.

Nota: un grande ventre non è sempre segno di una malattia. Succede che alcuni ippocampi, molto golosi di natura, abbiano un problema d'obesità. Come per l'uomo questo non sembra costituire un problema a breve o medio termine. Le difficoltà potrebbero emergere a lungo termine con riduzione della longevità (problemi cardiaci o altri) una dieta più o meno prolungata non servirà a nulla, se non è di sottolineare l'animale che, inoltre, richiederà incessantemente dei prodotti alimentari e ricomincerà a rimpinzarsi alla prima occasione. È meglio lasciarlo vivere la sua vita in tale caso. D'altra parte, la migliore soluzione consiste proprio nel proporzionare la quantità di prodotti alimentari fin dall’inizio.

Succede anche di tanto in tanto, che un ippocampo nasca con un handicap fisico o motore. Questo non costituisce una malattia in sè e non è assolutamente contagioso. Una volta ancora, vale meglio lasciare la natura operare. Se l'handicap gli impedisce di sopravvivere, morirà molto rapidamente. Altrimenti, svilupperà le attitudini necessarie alla sua sopravvivenza.

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* Traduzione italiana Massimo

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