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Cavallucci MariniTroverete in questa sinossi quasi ciò che si deve sapere per un mantenimento corretto di ippocampi in acquario e per gli esperti, sull'allevamento degli ippocampi neonati. |
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PrefazioneQuante volte - ho letto o inteso, i cavallucci marini in acquario, l'allevamento .... ollallà .... effettivamente difficile, ma non impossibile, se sieste meticolosi, possedete una buona quantità di coraggio e del tempo disponibile!Non avendo mai tenuto un acquario d'acqua dolce o d'acqua di mare, se non dei pesci piccoli rossi da bambino, mi è stato necessario imparare a grande velocità con la «V» maiuscola, quando mi sono buttato in questo apprendistato complesso che è la tenuta di un acquario marino. È spiacevole non trovare sul mercato qualche documento o testo dedicato esclusivamente agli ippocampi. I numerosi libri o riviste disponibili che trattano dell’ acquariofilo illustrano purtroppo soltanto molto brevemente e vagamente quest'argomento (alcuni libri consigliati sui cavallucci marini). Sembra che gli ippocampi di acqua dolce, tipo synghathe, esiste (foto qui). Questo scritto è nato da un'esperienza personale, disseminata a volte di ostacoli, in mancanza di letteratura e di conoscenze profonde degli ambienti specializzati o anche di pareri che divergono. Nel settore molto vasto che è lo acquariofilo, non esiste alcuna norma prestabilita, se è soltanto forgiando che si diventa maniscalco! Un grande grazie ad ogni persona che mi ha prodigato dei consigli e che mi ha sempre sostenuta con gentilezza e pazienza. Mi auguro che la consultazione di questo sito possa aiutarvi a conoscere meglio e farvi dividere un po' della mia passione per questo animale straordinario e affascinante che è il cavalluccio marino. |
| Dalla notte dei tempi, l'uomo sembra intrigato da quest'animale sconosciuto. Purtroppo alcuni non ne traggono lezioni. Come altre specie, l'ippocampo sembra minacciato. Non è certamente l'acquariofilo che lo mette in pericolo d'estinzione, ma i massacri continui perpetrati da alcuni paesi allo scopo di produrre oggetti per turisti, polveri medicinali qualsiais, ecc... delle tonnellate sono pescate a questo solo effetto. Per quanto riguarda l'acquariofilo, si può soltanto incoraggiarlo a tentare di aumentare il frutto degli amori in cattività . In effetti, occorre sapere che per circa 10 esemplari importati, solo 1 su 3 arriva in vita presso il commerciante, ma in quali condizioni fisiche! Al giorno d'oggi, i metodi di pesca e di trasporto di alcuni paesi sono ancora di natura più che discutibile, che sottopone gli animali interessati oltre che ad un disagio anche ad uno sforzo intenso e prolungato, cioè da intossicazione più o meno forte ad eventuali prodotti utilizzati, all'inquinamento rapido dell'acqua, ad una mancanza di luce e probabilmente d'ossigeno come pure ad una malnutrizione. | |
D'altra parte, nulla garantisce che i superstiti siano tutto sommato in buona salute, tanto più che spesso indeboliti, devono ancora fare fronte a trattamenti medici durante le varie tappe del loro arrivo. Non è raro che un animale, apparentemente rimesso, in condizione eccellente generale, possa presentare problemi durante o poco tempo dopo il suo adattamento presso l'acquariofilo, o anche soccombere, nonostante tutte le precauzioni prese e senza che una spiegazione possa essere trovata. Il cambiamento di mezzo e quest'ultimo piccolo sforzo non ne è sempre la causa principale.
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